Il territorio
CENNI STORICI
Schio è uno dei comuni della provincia di Vicenza circondato da
un anfiteatro collinare e prealpino di forte suggestione, dove
l’antica civiltà rurale è ancora ben testimoniata da molte contrade
sparse sui colli. L’origine del toponimo Schio sembra derivi
da “ischi” – una sorta di querce – “Ascledum” nella parlata
neolatina del tempo.
È un borgo d’antiche origini, come testimoniano i manufatti d’età
neolitica e gli insediamenti paleoveneti; la posizione geografica,
all’incrocio delle vie di comunicazione, ne ha fatto fin dall’età
preistorica un luogo predestinato all’insediamento; prima ancora
dell’arrivo dei Romani esisteva una “pista dei Veneti” che,
costeggiando i colli Berici, giungeva fino a Vicenza per poi, attraverso
Malo, Magrè, Schio, Piovene, allacciarsi a quella del
Trentino.
Il primo documento medievale esistente che concerne Schio è
dell’anno 983; si tratta di un documento in cui il Vescovo di
Vicenza, Rodolfo, con atto proprio, donò ai monaci benedettini
di San Felice in Vicenza una “curtis in Scleo” nel luogo denominato
Gorzone dove si trova attualmente il Duomo. L’odierno
centro urbano trae la sua origine dal trasferimento sullo stesso
Gorzone di Schio, nel 1123, della Pieve di Belvicino, il cui abitato
era stato travolto da un’alluvione.
Libero Comune nel 1228, poi possedimento scaligero e visconteo, Schio ebbe grande sviluppo durante il dominio della Serenissima, di cui divenne principale luogo di produzione laniera: ed è quest’attività che ha lasciato alla cittadina il celebre appellativo di“piccola Manchester”; la vocazione industriale ha infatti origini antiche, lasciando in eredità alla Città preziose testimonianze d’Archeologia Industriale.